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mercoledì 14 febbraio 2018

Capire la Quaresima: segni e parole di un tempo di conversione

Che cos'è la Quaresima? Come si conteggia? Quali gesti si compiono? Quali le letture? Alla scoperta del tempo forte che inizia con il Mercoledì delle Ceneri e che prepara alla Pasqua
Con il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima (foto Epa)
Con il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima (foto Epa)
Il 14 febbraio, Mercoledì delle Ceneri, inizia la Quaresima. È il «tempo forte» che prepara alla Pasqua, culmine dell’Anno liturgico e della vita di ogni cristiano. Come dice san Paolo, è «il momento favorevole» per compiere «un cammino di vera conversione» così da «affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male», si legge nell’orazione colletta all’inizio della Messa del Mercoledì delle Ceneri. Questo itinerario di quaranta giorni che conduce al Triduo pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, cuore del mistero di Salvezza, è un tempo di cambiamento interiore e di pentimento che «annuncia e realizza la possibilità di tornare al Signore con tutto il cuore e con tutta la vita», ricorda papa Francesco nel Messaggio per la Quaresima 2018.

Il numero 40

Nella liturgia si parla di “Quadragesima”, cioè di un tempo di quaranta giorni. La Quaresima richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Si legge nel Vangelo di Matteo: «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame».
Quaranta è il numero simbolico con cui l’Antico e il Nuovo testamento rappresentano i momenti salienti dell’esperienza della fede del popolo di Dio. È una cifra che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse. Nell’Antico Testamento sono quaranta i giorni del diluvio universale, quaranta i giorni passati da Mosè sul monte Sinai, quaranta gli anni in cui il popolo di Israele peregrina nel deserto prima di giungere alla Terra Promessa, quaranta i giorni di cammino del profeta Elia per giungere al monte Oreb, quaranta i giorni che Dio concede a Ninive per convertirsi dopo la predicazione di Giona.
Nei Vangeli sono anche quaranta i giorni durante i quali Gesù risorto istruisce i suoi, prima di ascendere al cielo e inviare lo Spirito Santo. Tornando alla Quaresima, essa è un «accompagnare Gesù che sale a Gerusalemme, luogo del compimento del suo mistero di passione, morte e risurrezione e ricorda che la vita cristiana è una “via” da percorrere, consistente non tanto in una legge da osservare, ma nella persona stessa di Cristo, da incontrare, da accogliere, da seguire», ha spiegato Benedetto XVI nel 2011.
Le Tentazioni di Cristo nel deserto in una stampa parigina colorata del XIX secolo
Le Tentazioni di Cristo nel deserto in una stampa parigina colorata del XIX secolo

Le ceneri

Il Mercoledì delle Ceneri è giorno di digiuno e astinenza dalle carni (così come lo è il Venerdì Santo, mentre nei Venerdì di Quaresima si è invitati all’astensione dalle carni). Come ricorda uno dei prefazi di Quaresima, «con il digiuno quaresimale» è possibile vincere «le nostre passioni» ed elevare «lo spirito». Durante la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri il sacerdote sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte. Secondo la consuetudine, la cenere viene ricavata bruciando i rami d’ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente. La cenere imposta sul capo è un segno che ricorda la nostra condizione di creature ed esorta alla penitenza.
Nel ricevere le ceneri l’invito alla conversione è espresso con una duplice formula: «Convertitevi e credete al Vangelo» oppure «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai». Il primo richiamo è alla conversione che significa cambiare direzione nel cammino della vita e andare controcorrente (dove la “corrente” è lo stile di vita superficiale, incoerente ed illusorio). La seconda formala rimanda agli inizi della storia umana, quando il Signore disse ad Adamo dopo la colpa delle origini: «Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai!» (Gen 3,19). La Parola di Dio evoca la fragilità, anzi la morte, che ne è la forma estrema. Ma se l’uomo è polvere, è una polvere preziosa agli occhi del Signore perché Dio ha creato l’uomo destinandolo all’immortalità.
Il Mercoledì delle Ceneri
Il Mercoledì delle Ceneri

Il rito ambrosiano

A differenza del rito romano, in quello ambrosiano non c’è il rito del Mercoledì delle Ceneri dal momento che la Quaresima inizia domenica 18 febbraio quando che vengono imposte le ceneri durante le Messe festive della giornata. Una delle particolarità del rito ambrosiano, durante la Quaresima, è quella dei cosiddetti venerdì ‘aliturgici’, parola tecnica che significa “senza liturgia eucaristica”. Chi entra, in un venerdì di Quaresima, in una chiesa di rito ambrosiano trova sull’altare maggiore una grande croce di legno, con il sudano bianco: simbolo suggestivo del Calvario e segno di abbandono. Si crea così un vero e proprio senso di vuoto, acuito dal fatto che per tutto il giorno non si celebra la Messa e non si distribuisce ai fedeli la comunione eucaristica.
Un momento di preghiera nel Duomo di Milano (foto Fotogramma)
Un momento di preghiera nel Duomo di Milano (foto Fotogramma)

I segni: digiuno, elemosina, preghiera

Il digiuno, l’elemosina e la preghiera sono i segni, o meglio le pratiche, della Quaresima. Il digiuno significa l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione per una vita più sobria. Esso «costituisce un’importante occasione di crescita», scrive papa Francesco nel Messaggio per la Quaresima di quest’anno, perché «ci permette di sperimentare ciò che provano quanti mancano anche dello stretto necessario» e «ci fa più attenti a Dio e al prossimo» ridestando «la volontà di obbedire a Dio che, solo, sazia la nostra fame».
Il digiuno è legato poi all’elemosina. San Leone Magno insegnava in uno dei suoi discorsi sulla Quaresima: «Quanto ciascun cristiano è tenuto a fare in ogni tempo, deve ora praticarlo con maggiore sollecitudine e devozione, perché si adempia la norma apostolica del digiuno quaresimale consistente nell’astinenza non solo dai cibi, ma anche e soprattutto dai peccati. A questi doverosi e santi digiuni, poi, nessuna opera si può associare più utilmente dell’elemosina, la quale sotto il nome unico di “misericordia” abbraccia molte opere buone ». Così il digiuno è reso santo dalle virtù che l’accompagnano, soprattutto dalla carità, da ogni gesto di generosità che dona ai poveri e ai bisognosi il frutto di una privazione. Non è un caso che nelle diocesi e nelle parrocchie vengano promosse le Quaresime di fraternità e carità per essere accanto agli ultimi. Secondo papa Francesco, «l’esercizio dell’elemosina ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello».
La Quaresima, inoltre, è un tempo privilegiato per la preghiera. Sant’Agostino dice che il digiuno e l’elemosina sono «le due ali della preghiera» che le permettono di prendere più facilmente il suo slancio e di giungere sino a Dio. E san Giovanni Crisostomo esorta: «Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà con la pratica della preghiera. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia». Per papa Francesco, «dedicando più tempo alla preghiera, permettiamo al nostro cuore di scoprire le menzogne segrete con le quali inganniamo noi stessi».
L'elemosina è una dei segni della Quaresima (foto Ansa)
L'elemosina è una dei segni della Quaresima (foto Ansa)

Il conteggio dei giorni

Già nel IV secolo vi è una Quaresima di 40 giorni computati a ritroso a partire dal Venerdì Santo fino alla prima domenica di Quaresima. Persa l’unità dell’originario triduo pasquale (nel VI secolo), la Quaresima risultò di 42 giorni, comprendendo il Venerdì e il Sabato Santo. Gregorio Magno trovò scorretto considerare come penitenziali anche le sei domeniche (compresa quella delle Palme). Pertanto per ottenere i 40 giorni (che senza le domeniche sarebbero diventati 36) anticipò, per il rito romano, l’inizio della Quaresima al mercoledì (che diventerà “delle Ceneri”). Attualmente la Quaresima termina con la Messa nella Cena del Signore del Giovedì Santo. Ma per ottenere il numero 40, escludendo le domeniche, bisogna, come al tempo di Gregorio Magno, conteggiare anche il Triduo pasquale.

La liturgia

Come nell’Avvento, anche in Quaresima la liturgia propone alcuni segni che nella loro semplicità aiutano a comprendere meglio il significato di questo tempo. Come già accaduto nelle settimane che precedono il Natale, in Quaresima i paramenti liturgici del sacerdote mutano e diventano viola, colore che sollecita a un sincero cammino di conversione. Durante le celebrazioni, inoltre, non troviamo più i fiori ad ornare l’altare, non recitiamo il “Gloria” e non cantiamo l’“Alleluia”. Tuttavia la quarta domenica di Quaresima, quella chiamata del “Laetare”, vuole esprimere la gioia per la vicinanza della Pasqua: perciò nelle celebrazioni è permesso di utilizzare gli strumenti musicali, ornare l’altare con i fiori, le vesti liturgiche sono di colore rosa.
Il viola è il colore dei paramenti del sacerdote durante la Quaresima
Il viola è il colore dei paramenti del sacerdote durante la Quaresima

Le letture delle Messe domenicali

In questo Anno liturgico (ciclo B) la prima domenica di Quaresima rimanda ai quaranta giorni di Cristo nel deserto durante i quali il Signore viene tentato da Satana (Marco 1,12-15) e contiene il monito: «Convertitevi e credete nel Vangelo». In questa Domenica la Chiesa celebra l’elezione di coloro che sono ammessi ai Sacramenti pasquali. La seconda domenica di Quaresima è detta di Abramo e della Trasfigurazione perché come Abramo, padre dei credenti, siamo invitati a partire e il Vangelo narra la trasfigurazione di Cristo, il Figlio amato (Marco 9,2-10). La terza domenica di Quaresima riporta la cacciata dei mercanti dal tempio con la frase di Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere» (Giovanni 2,13-25). La Chiesa in questa domenica celebra il primo scrutinio dei catecumeni e durante la settimana consegna loro il Simbolo: la Professione della fede, il Credo. La quarta domenica di Quaresimapresenta le parole di Cristo a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» (Giovanni 3,14-21). Nella quinta domenica di Quaresima il Signore annuncia la sua morte e risurrezione con questa similitudine: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Giovanni 12,20-33). Infine c’è la Domenica delle Palme in cui si fa memoria dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e durante la quale viene letta la Passione di Cristo.
La 'Trasfigurazione di Cristo', dipinto di Giovanni Bellini nel Museo di Capodimonte a Napoli
La "Trasfigurazione di Cristo", dipinto di Giovanni Bellini nel Museo di Capodimonte a Napoli

Quaresima e Battesimo

Da sempre la Chiesa associa la Veglia pasquale alla celebrazione del Battesimo: in esso si realizza quel grande mistero per cui l’uomo, morto al peccato, è reso partecipe della vita nuova in Cristo Risorto e riceve lo Spirito di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti. Fin dai primi secoli di vita della Chiesa la Quaresima era il tempo in cui coloro che avevano udito e accolto l’annuncio di Cristo iniziavano, passo dopo passo, il loro cammino di fede per giungere a ricevere il Battesimo a Pasqua. Successivamente anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale, per conformare sempre più la propria esistenza a Cristo. Nelle domeniche di Quaresima si è invitati a vivere un itinerario battesimale, quasi a ripercorrere il cammino dei catecumeni, di coloro che si preparano a ricevere il Battesimo, in modo che l’esistenza di ciascuno recuperi gli impegni di questo Sacramento che è alla base della vita cristiana.
Il Battesimo al centro della Quaresima (foto L'Osservatore Romano)
Il Battesimo al centro della Quaresima (foto L'Osservatore Romano)

Francesco: attenzione ai falsi profeti che fanno spegnere la carità

Ha per tema un versetto tratto dal Vangelo di Matteo “Per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti” il Messaggio di papa Francesco per la Quaresima 2018. Bergoglio mette in guardia da «alcuni falsi profeti» che «inganneranno molti, tanto da minacciare di spegnere nei cuori la carità che è il centro di tutto il Vangelo». Essi possono essere «incantatori di serpenti» che «approfittano delle emozioni umane per rendere schiave le persone e portarle dove vogliono loro», afferma il Papa. Oppure possono essere «ciarlatani» che offrono «soluzioni semplici e immediate alle sofferenze, rimedi che si rivelano però completamente inefficaci: a quanti giovani è offerto il falso rimedio della droga, di relazioni “usa e getta”, di guadagni facili ma disonesti!». Francesco indica anche ciò che può contribuire a spegnere la carità, il che si traduce in «mancanza di amore». Innanzitutto c’è «l’avidità per il denaro»; poi la «violenza» contro quanto è ritenuto «una minaccia alle nostre “certezze”: il bambino non ancora nato, l’anziano malato, l’ospite di passaggio, lo straniero, ma anche il prossimo che non corrisponde alle nostre attese»; l’incuria del Creato; e nelle comunità ecclesiali i segni di mancanza di carità sono «l’accidia egoista, il pessimismo sterile, la tentazione di isolarsi e di impegnarsi in continue guerre fratricide, la mentalità mondana che induce ad occuparsi solo di ciò che è apparente, riducendo in tal modo l’ardore missionario». Come «dolce rimendio» il Papa propone la preghiera, l’elemosina e il digiuno.
Papa Francesco mentre riceve le Ceneri (foto L'Osservatore Romano)
Papa Francesco mentre riceve le Ceneri (foto L'Osservatore Romano)

Torna l’iniziativa «24 ore per il Signore»

Nel Messaggio per la Quaresima 2018 il Pontefice lancia la nuova edizione dell’iniziativa “24 ore per il Signore”. Un’«occasione propizia», la definisce Francesco, che «invita a celebrare il sacramento della Riconciliazione in un contesto di adorazione eucaristica». L’appuntamento quaresimale si svolgerà venerdì 9 e sabato 10 marzo ispirandosi al versetto del Salmo 130: “Presso di te è il perdono”. «In ogni diocesi – chiarisce Bergoglio – almeno una chiesa rimarrà aperta per 24 ore consecutive, offrendo la possibilità della preghiera di adorazione e della Confessione sacramentale». In passato, in occasione dell’iniziativa, Francesco aveva confessato alcuni penitenti nella Basilica Vaticana: quest'anno la celebrazione penitenziale con il Papa si terrà venerdì 9 marzo alle 17 nella Basilica di San Pietro. “24 ore per il Signore” è organizzata da cinque anni dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. 
Papa Francesco mentre confessa nella Basilica Vaticana durante un'iniziativa quaresimale (foto Siciliani)
Papa Francesco mentre confessa nella Basilica Vaticana durante un'iniziativa quaresimale (foto Siciliani)

Gli impegni del Papa

Francesco presiederà la Messa del Mercoledì delle Ceneri il 14 febbraio alle 17 nella Basilica di Santa Sabina a Roma, prima stazione quaresimale dove è presente una forte salita, simbolo degli sforzi necessari alla conversione del cuore. La processione penitenziale partirà alle 16.30 dalla chiesa di Sant’Anselmo. Domenica 18 febbraio inizieranno ad Ariccia gli Esercizi spirituali per la Curia romana a cui parteciperà anche Francesco, che saranno predicati dal sacerdote portoghese José Tolentino Mendonça, teologo e poeta, e che si concluderanno venerdì 23 febbraio. Venerdì 9 marzo alle 17 nella Basilica di San Pietro si terrà la celebrazione penitenziale presieduta dal Pontefice. Nel corso della Quaresima è prevista la visita a Pietrelcina e a San Giovanni Rotondo sabato 17 marzo nei luoghi di Padre Pio. Domenica 25 marzo il Pontefice presiederà la Messa della Domenica delle Palme e della Passione del Signore alle 10 in piazza San Pietro.
 - Avvenire

martedì 6 febbraio 2018

Newsletter di P. Livio - 6 Febbraio 2018

"RICORDATEVI CHE ESSERE AMATI SIGNIFICA AMARE"Editoriale di P. Livio in homepage www.radiomaria.it
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Cari amici, 
nella sua autobiografica "Il mio Cuore trionferà" Mirjana afferma che, se volessimo sintetizzare i messaggi della Regina della pace in una sola parola, quella parola sarebbe AMORE. 
Nel messaggio del 2 Febbraio 2018 questa parola ricorre 13 volte e trabocca dal cuore della Madre come 
un fiume inarrestabile col quale dissetare l'umanità intera. La Madonna ci vuole attirare a sé col suo amore immenso, che la trasfigura in una bellezza divina affinché, attraverso di Lei, risaliamo alla sorgente eterna per la quale siamo creati, l'amore di suo Figlio. Dissetandoci a questo amore noi gustiamo la felicità e la pace, che non possiamo trovare nelle voci menzognere, nelle cose false, avvolte da una falsa luce. Conoscendo e sperimentando l'amore di suo Figlio e il suo amore materno, non possiamo tenerlo per noi stessi, ma dobbiamo donarlo agli altri, affinché l'amore regni nel mondo e Gesù possa sorridere nelle nostre anime. Perché questo miracolo possa accadere  è necessario essere forti e decisi nella fede e percorrere la via che conduce a suo Figlio  con la rinuncia, il dono di sé, il sacrificio, il perdono, la preghiera e il nutrimento della Sacra Scrittura. La Madre è qui per dare speranza e vigore al nostro cammino. Lei ci guarda con immenso amore e ci dice: "Figli miei, venite con me, la vostra anima sussulti di gioia".
Vostro Padre Livio
Messaggio a Mirjana del 2 Febbraio 2018
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"Cari figli, voi che mio Figlio ama, voi che io amo con immenso amore materno, non permettete che l’egoismo, l’amore di voi stessi, regni nel mondo. Non permettete che l’amore e la bontà siano nascosti. Voi che siete amati, che avete conosciuto l’amore di mio Figlio, ricordate che essere amati significa amare. Figli miei, abbiate fede! Quando avete fede siete felici e diffondete pace, la vostra anima sussulta di gioia: in quell’anima c’è mio Figlio. Quando date voi stessi per la fede, quando date voi stessi per amore, quando fate del bene al prossimo, mio Figlio sorride nella vostra anima. Apostoli del mio amore, io, come Madre, mi rivolgo a voi, vi raduno attorno a me e desidero guidarvi sulla via dell’amore e della fede, sulla via che conduce alla Luce del mondo. Sono qui per amore e per fede, perché, con la mia benedizione materna, desidero darvi speranza e vigore nel vostro cammino, 
poiché la via che conduce a mio Figlio non è facile: è piena di rinuncia, di donazione, di sacrificio, di perdono e di tanto, tanto amore. Quella via, però, porta alla pace e alla felicità. Figli miei, non credete alle voci menzognere che vi parlano di cose false, di una falsa luce. Voi, figli miei, tornate alla Scrittura! Vi guardo con immenso amore e, per grazia di Dio, mi manifesto a voi. Figli miei, venite con me, la vostra anima sussulti di gioia! Vi ringrazio”.
Messaggio a Marija del 25 Gennaio 2018
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"Cari figli!
Questo tempo sia per voi il tempo della preghiera affinché lo Spirito Santo, attraverso la preghiera, discenda su di voi e vi doni la conversione. Aprite i vostri cuori e leggete la Sacra Scrittura affinché, attraverso le testimonianze, anche voi possiate essere più vicini a Dio. Figlioli, cercate soprattutto Dio e le cose di Dio e  lasciate alla terra quelle della terra, perché Satana vi attira alla polvere e al peccato. Voi siete invitati alla santità e siete creati per il Cielo. Cercate, perciò, il Cielo e le cose celesti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
Testo della telefonata di Marija da Medjugorje in diretta con P. Livio per il messaggio della Regina della pace del 25 gennaio 2018
 
P. Livio: Questo messaggio, all’inizio dell’anno, è una grande chiamata alla santità.
 
Marija: Sì, la Madonna non si stanca di chiamarci alla santità. Ci chiama alla santità, alla preghiera e soprattutto invoca, attraverso la preghiera, che lo Spirito Santo scenda su di noi per donarci la conversione. Lo dice oggi che è la festa della conversione di San Paolo! Il messaggio è molto forte per me: ci invita ad aprire i nostri cuori, ad aprirci alla Sacra Scrittura, allo Spirito Santo, alla preghiera, ecc.
 
P. Livio: La Madonna ha detto che la conversione è il più forte messaggio che dà a Medjugorje; ma la conversione di chi? Per quanti sono lontani da Dio o anche per noi che abbiamo cominciato a rispondere alla chiamata?
 
Marija: Io so che quando ho ricevuto questo messaggio, ho detto: questo è per me. Io devo convertirmi, devo essere sempre più attaccata al Cielo, alle cose del Cielo e devo cercare di staccarmi dalle cose della terra, perché nel mondo siamo attirati dalle cose terrene, mentre la Madonna ci chiede di attaccarci a Dio e alle cose di lassù... La conversione è un dono, ma noi dobbiamo collaborare, perché Gesù bussa ai nostri cuori, ma aspetta anche che noi apriamo il nostro cuore. Per questo dice: “Aprite i vostri cuori e leggete la Sacra Scrittura affinché, attraverso le testimonianze, anche voi possiate essere più vicini a Dio”. Un proverbio dice “dimmi con chi vai e ti dirò con chi sei”. Se noi siamo attaccati al Cielo e alle cose celesti, se leggiamo la Sacra Scrittura, se preghiamo, a quel punto diamo una testimonianza chiara, aperta e diretta.
 
P. Livio: Fin dai primi tempi la Madonna ha chiesto di mettere la Sacra Scrittura in un posto visibile della casa e ci invita a leggerla; però ha anche detto che bisogna far precedere la preghiera perché se la si legge senza l’aiuto dello Spirito Santo, si rischia di non capirla.
 
Marija: E’ vero. Dall’inizio delle apparizioni la Madonna ci sta chiedendo di pregare, di mettere la Sacra Scrittura in un posto visibile, di digiunare, partecipare alla S. Messa, ai sacramenti, alla confessione. Sono un po’ le cinque pietre di Davide contro Golia, come diceva tante volte Padre Jozo... Tanto più che stiamo andando verso il tempo della Quaresima... 
Oggi per esempio guardiamo a S. Paolo e penso alla grandezza di questo uomo che ha dato tutto a Dio, è diventato testimone e apostolo, mentre era un giudeo che perseguitava i seguaci di Gesù. La Madonna chiede proprio questo anche a noi. Vuole che diventiamo sempre di più coloro che amano Dio, amano le cose di Dio, perché oggi nel mondo vediamo che mancano le testimonianze. Questo perché, tante volte, abbiamo paura e ci vergogniamo di essere cristiani...
 
P. Livio: Nel messaggio la Madonna ci descrive la tentazione, cioè satana che ci presenta le cose della terra come fossero idoli da adorare, da amare, trascinandoci così nel peccato. Dobbiamo stare attenti, vigilare e pregare per non cadere in tentazione.
 
Marija: Oggi, anziché parlare di cose belle e positive, si parla di sesso, di corruzione, di sfruttamento, si parla di schiavitù, perché una persona così non è libera, diventa come una bestia. Invece Dio ci vuole liberi, non schiavi. Egli ha creato tutte queste meraviglie per noi: sole, nuvole, pioggia, neve, i fiori, le rose... e dico: “Signore, quanto sei bello! Anche attraverso le tue creature possiamo guardarti e amarti!” La Madonna ama le rose e dice che il Rosario è la Sua preghiera preferita. Ripetendo l’Ave Maria, continuiamo a dirLe il nostro amore, le apriamo il nostro cuore e così Lei può operare nel nostro cuore e intercedere davanti a Dio per noi...
 
P. Livio: In un messaggio a Mirjana, recentemente ha detto che anche le opere di carità sono petali di rosa che Lei gradisce molto.
 
Marija: Credo che prima venga la preghiera, perché pregando diventiamo più docili, cominciamo ad amare Dio, ad amare il prossimo, ad essere più aperti a Dio e al prossimo, a stare con Dio e col prossimo. Mi ricordo che proprio in questo tempo prima della Quaresima, la Madonna ci chiese di andare nelle case degli anziani senza figli, soli, poveri, abbandonati della parrocchia. Così siamo andati e facevamo qualche piccola opera di carità: tagliare la legna, imbiancare, pulire la casa... Ci hanno detto: “Chi vi ha mandato? Vi ha mandato la Madonna?” Certo. Da noi non saremmo andati; avremmo preferito divertirci e stare con i giovani piuttosto che con i vecchi. Poi invece è nata un’amicizia, tornavamo da loro portando qualcosa, ci mettevamo a cantare, a pregare, testimoniare. E loro tutti felici ci facevano festa... A Medjugorje sono nate tante opere di carità. Ora c’è anche questo bellissimo movimento che si chiama “Le mani di Maria”... La Madonna ha messo nei nostri cuori questa sensibilità verso coloro che hanno bisogno.
 
P. Livio: E’ molto bella questa frase: “Siete creati per il Cielo“. Cioè Dio vuole che andiamo tutti in Paradiso, ci ha creati per quello...
 
Marija: E dice anche “siete invitati alla santità”. Un’altra volta ha detto: “Anelate al Cielo”... Io sperimento il Cielo durante l’apparizione, ma questo poi mi aiuta in tutta la mia vita. Così tutti noi, attraverso la preghiera, facciamo esperienza di Dio e possiamo capire che spesso il Signore ci ha salvato, a volte fisicamente, altre volte spiritualmente. Così vediamo che abbiamo un legame col Cielo e con le cose celesti... Io sento forte il desiderio urgente di testimoniare e aiutare gli altri... Ero un riccio, molto timida, mentre ora sono diventata aperta come mai. Non ho niente da nascondere, sono contenta di essere quella che sono e la mia vita è un continuo ringraziamento a Dio per quello che sto vivendo. Dio mi ha scelto tra otto miliardi di persone, ma senza di Lui sono nessuno. Però con Dio e con la Madonna che mi sta usando, vorrei gridare a tutti: “Convertitevi!” Non perché arriva la fine del mondo, ma perché una persona che è con Dio è contenta, è piena di gioia, piena di Spirito Santo, e amerà, e testimonierà... Vorrei stare sempre con la Madonna, ma so che quello è un dono di cui ringrazio, mentre voglio usare ogni momento della mia vita come esempio per gli altri, per testimoniare, per fa capire l’amore che Dio ha verso di noi, verso questa povera umanità sbandata, ma che la Madonna sta cercando di mettere sulla retta via... Io sono solo uno strumento che il Signore usa come, quando e dove vuole; e io lo ringrazio. La presenza della Madonna è un dono, una grazia non solo per me, ma, attraverso di me, anche per il mondo intero, per tutta l’umanità.
 
Marija ha quindi pregato il “Magnificat” e il Gloria.

Padre Livio ha concluso con la benedizione.
 
 
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L'eroismo delle origini. I primi tre anni a Medjugorje
di Padre Livio con Diego Manetti

Cosa è davvero accaduto a Medjugorje fra il 1981 e il 1984? Cosa significarono i primi tempi delle apparizioni nel contesto di un paese comunista che mise a dura prova i veggenti? Aneddoti, testimonianze e curiosità si  intrecciano, nel racconto di padre Livio, ai messaggi più significativi della Madonna nei primi tre anni: quelli sulla conversione, sul demonio, sul digiuno, sulla penitenza e la preghiera... messaggi che la "commissione Ruini" sembra aver riconosciuto nella loro autenticità.
Dopo oltre 36 anni, la Regina della Pace continua ad apparire a Medjugorje. O, almeno, così asseriscono i sei veggenti che, dal 1981, hanno visto la Madonna decine di migliaia di volte e che, nel frattempo, sono cresciuti, si sono sposati, sono diventati genitori. Il flusso di fedeli e pellegrini ha continuato a crescere, oltrepassando il totale di 2 milioni e mezzo all'anno; le conversioni sono numerosissime, oltre 400 i casi di guarigioni inspiegabili accuratamente documentati, circa 600 vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa.
Per esprimersi sul fenomeno nel suo complesso, padre Livio invita a guardare ai frutti e al seme di quest'albero miracoloso, che ormai ha esteso i suoi rami fino ai confini del mondo. E, per guardare al seme, occorre andare alle origini, individuando un periodo iniziale che possa essere oggetto di indagine approfondita. Se tale inchiesta condurrà a un esito positivo, vorrà dire che, oltre ai buoni frutti, anche il seme da cui quest'albero è sorto è in sé buono, e ciò permetterà, forse, di potersi ragionevolmente esprimere in maniera positiva sulla credibilità delle apparizioni di Medjugorje nel loro complesso.
 
 
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